19 novembre 2016
di Dimitri Tartari
emilia-romagna

Entro l’anno chiuderanno i bandi MISE, realizzati attraverso Infratel, per la selezione dei soggetti attuatori/concessionari che si occuperanno dell’attuazione del piano nazionale banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato, che interessano la quasi totalità del territorio nazionale (mancano solo all’appello i bandi su Regione Puglia, Calabria e Sardegna che hanno caratteristiche e condizioni specifiche differenti rispetto al resto del paese e la Provincia di Bolzano).

Il Piano rappresenta, con i quasi tre miliardi di euro e la quasi totalità del territorio che sarà interessato da cantieri e interventi tra il 2017 ed il 2020, uno se non “il” Progetto Paese più importante attualmente avviato ed in realizzazione.

Assumendo che non ci siano intoppi di tipo amministrativo – nonostante la comune consapevoleza dei ricorsi in essere (che, tuttavia, non paiono preoccupare troppo i vertici del MISE) – credo, personalmente, che valga la pena concentrarsi fin da ora sulla identificazione dei potenziali problemi legati alla complessità dell’intervento che se realizzato sui quattro anni impone mediamente tre milioni di investimento al giorno, migliaia di cantieri attivi in tutto il paese, migliaia di addetti impiegati nei lavori.

Per questo, oltre al compito assegnato ad Infratel di relazione con i concessionari individuati e di monitoraggio dell’evoluzione delle commesse, credo siano determinanti azioni di supporto, da parte di chi, nei territori, ha giocato e sta già giocando ogni giorno un ruolo chiave. Abbiamo quindi le Regioni, che devono assumersi il compito di apripista territoriale, intermediari e facilitatori verso i Comuni al fine di agevolare gli interventi del concessionario, abbattere blocchi legati a tempi estesi per autorizzazioni e “anomale” interpretazioni della norma.

Il livello nazionale, in particolare il MISE, dovrà svolgere lo stesso compito di facilitatore ed apripista nei confronti dei soggetti pubblici/privati che storicamente rendono più complessa e difficoltosa l’infrastrutturazione del Paese (tutti coloro che governano le grandi infrastrutture viarie e non che spesso devono essere attraversate e per cui sono necessarie autorizzazioni che faticano sempre ad arrivare in tempi ragionevoli).

Le Regioni sono già all’opera per rendere concreta l’attuazione degli interventi. Regione Emilia-Romagna, per esempio, ha intrapreso già da tempo un percorso con i Comuni attraverso una convenzione, che vede anche LepidaSpA come soggetto facilitatore, e che ha l’obiettivo principale di accelerare al massimo i tempi per la permessistica, in modo da rendere il più efficiente possibile gli interventi previsti dal piano nazionale banda ultra larga.

Parallelamente è importante aumentare la consapevolezza e la conoscenza del percorso in atto anche e soprattutto a livello locale, incontrando Sindaci e tecnici dei Comuni in modo che siano informati sul percorso in atto e su quello che succederà nei prossimi mesi/anni. Va ricordato, infatti, che i cantieri previsti per i lavori creeranno inevitabilmente qualche disagio a livello locale, ed è proprio per questa ragione che i motivi e i vantaggi di questi interventi, devono essere comunicati adeguatamente alla cittadinanza.

A ciò, andrà poi affiancata , in particolare a livello locale, una vasta azione di informazione e formazione all’utilizzo della banda ultra larga, per aumentare la percezione delle opportunità e delle possibilità che oggi non è diffusa nella popolazione. Si tratta di una priorità che è già prevista nelle agende digitali regionali e che deve accompagnare l’intervento del Piano nazionale banda ultra larga, per evitare che fra qualche anno vi sia sì una grande disponibilità di banda, ma una bassa qualità del suo utilizzo. Sono quindi fondamentali azioni a favore dell’incentivazione della domanda di banda che vadano anche oltre gli incentivi economici, pure indispensabili, che sono già previsti dal livello nazionale. A livello locale, spesso nell’ambito dell’attuazione delle Agende Digitali regionali, esistono già associazioni, network e comunità che possono e debbono essere valorizzate, con lo scopo di accompagnare il processo di infrastrutturazione in fibra ottica con un progressivo rafforzamento delle infrastrutture cognitive e immateriali disponibili.

Su questo la collaborazione tra livello nazionale e livelli regionali e locali è fondamentale per portare a valore un investimento di sistema che deve garantire l’uso e la valorizzazione e non solo la disponibilità di “banda ultra larga”.

 

Articolo di Dimitri Tartari, Regione Emilia-Romagna – Pubblicato su Forum PA.