Il Governo, per la prima fase di attuazione della Strategia, ha deciso di intervenire direttamente nelle aree a fallimento di mercato. L’intervento consiste nel costruire una rete di proprietà pubblica che verrà messa a disposizione di tutti gli operatori che vorranno attivare servizi verso cittadini ed imprese. L’intervento pubblico in tali aree è ritenuto necessario per correggere disuguaglianze sociali e geografiche generate dall’assenza d’iniziativa privata da parte delle imprese e consentire, pertanto, una maggiore coesione sociale e territoriale mediante l’accesso ai mezzi di comunicazione tramite la rete in banda ultra larga.

Le aree bianche individuate includono circa il 24,6% della popolazione italiana ed il 26% delle UI. L’intervento diretto – in linea con l’Agenda Digitale Europea e italiana – è volto quindi a superare il digital divide tra le aree a minor densità demografica e più disagiate d’Italia e le aree più dinamiche da un punto di vista concorrenziale.

Il Piano per le Aree Bianche, le aree a fallimento di mercato, segue gli obiettivi della Strategia Italiana per la banda ultralarga ovvero quelli di sviluppare una infrastruttura di telecomunicazioni a prova di futuro sull’intero territorio nazionale. In particolare il piano prevede che nel Cluster C il 70% delle unità immobiliari (UI) siano raggiunte da infrastrutture in grado di sostenere velocità di accesso a 100Mbps ed il restante 30% a 30Mbps. Nel Cluster D il 100% delle UI sarà raggiunto da infrastrutture in grado di sostenere velocità di accesso a 30Mbps.

Le risorse impiegate per il raggiungimento dei su citati obiettivi sono pari a 3 miliardi di euro di cui circa 1,6 a valere su fondi nazionali (FSC) e circa 1,4 a valere su fondi regionali (FESR e FEASR).

Il coordinamento tra Ministero dello Sviluppo Economico e le amministrazioni locali, per gli interventi finanziari ed operativi sul territorio, è assicurato tramite un accordo quadro siglato in data 11 febbraio 2016 tra il Ministero dello sviluppo economico, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Regioni.